Ci sono canzoni che non c’è bisogno di cercare: arrivano da sole quando suona una chitarra, quando qualcuno le canta da un’altra stanza o quando una riunione di famiglia resta per un po’ in silenzio. La musica di Marco Antonio Solís ha molto di questo. Le sue ballate sono passate dai Los Bukis alla sua carriera solista e, lungo il percorso, si sono legate a amori, addii e ricordi che ognuno riconosce a modo suo.

Venerdì 20 novembre 2026, Solís tornerà a esibirsi a Managua, all’Estadio Nacional Soberanía, con il suo Gratitud Tour. La data compare nel calendario ufficiale dell’artista e nella biglietteria di Ticketera Nicaragua. Per il Nicaragua, non si tratta di un debutto né di una visita isolata. È il ritorno di un artista che da decenni si incontra con questo pubblico.

Il ritorno che ha già una storia

L’archivio della stampa nicaraguense dà un’altra profondità all’annuncio di novembre. Nel giugno del 2006, La Prensa descriveva più di 15.000 persone che cantavano le sue canzoni all’Estadio Nacional Denis Martínez, anche dopo un pomeriggio piovoso. Quel racconto conserva un’immagine molto da concerto: scarpe infangate, gente che canta “Si te pudiera mentir” e un artista che ha ringraziato di essere di nuovo in Nicaragua. Nel 2008, il quotidiano annunciò un altro concerto di Solís per chiudere l’anno a Managua.

Nel marzo 2015, La Prensa Gráfica riferì che Solís si esibiva per la quinta volta nel Paese. Fu una serata di più di due ore all’Estadio Nacional de Fútbol; il pubblico cantò le sue ballate e ballò anche. Quel concerto era legato al Teletón: gli organizzatori annunciarono che una parte dei proventi sarebbe stata destinata a quella causa. Nel mezzo dello spettacolo, Solís ringraziò i nicaraguensi e disse di cantare con l’anima e il cuore. Di quella serata resta traccia nella copertura di La Prensa Gráfica.

C’è qualcosa di bello nel fatto che il nuovo incontro arrivi sotto il nome Gratitud. Non c’è bisogno di attribuire al tour una promessa che non è ancora stata spiegata in dettaglio per sentire che il nome dialoga con quella storia: un pubblico che lo ha già accolto prima e un artista che ha espresso, in diverse visite, la sua gratitudine per essere tornato.

Marco Antonio prima di essere El Buki

Il suo nome completo è Marco Antonio Solís Sosa. È nato il 29 dicembre 1959 ad Ario de Rosales, Michoacán, Messico, in una famiglia di sette figli. La musica non arrivò come una scoperta improvvisa da adulto: da bambino cantava a feste e fiere del suo paese e imparò a suonare la chitarra intorno ai 12 anni. In un’intervista con La Voz de Michoacán, ricordò la chitarra di suo padre e il momento scolastico in cui notò per la prima volta l’attenzione che la sua voce poteva suscitare.

Studiò al Colegio Hidalgo di Ario de Rosales. Le fonti biografiche consultate parlano di quella fase e della sua formazione musicale fin da bambino; non ho trovato dati affidabili per attribuirgli studi universitari o di conservatorio. In una conversazione riportata da El Comercio, Solís raccontò di aver preso in considerazione il sacerdozio. La musica, che aveva già iniziato ad accompagnarlo a scuola e a casa, finì per diventare il suo mestiere.

Con suo cugino Joel Solís formò il suo primo duo. La storia di quel progetto si ampliò fino a diventare Los Bukis, dove Marco fu voce principale, compositore e produttore. Lì furono scritte alcune delle canzoni che ancora oggi restano legate al suo nome, tra cui “Falso amor” e “Tu cárcel”. Dopo quasi due decenni con il gruppo, aprì il suo percorso da solista; En pleno vuelo, pubblicato nel 1996, diede forma a quella nuova fase senza cancellare la precedente.

Questa continuità è parte di ciò che rende speciale una serata di Solís: non bisogna scegliere tra ricordare i Los Bukis o ascoltare il solista. Le due storie convivono sullo stesso palco. Chi vuole conoscere meglio questo percorso può leggere la nostra recensione di Marco Antonio Solís e Los Bukis, che si concentra sulla sua biografia; questo nuovo pezzo accompagna quel profilo con la storia del suo ritorno in Nicaragua.

Canzoni che hanno trovato la loro strada

“Si no te hubieras ido” è una di quelle canzoni la cui vita si è estesa ben oltre una singola incisione. Solís la scrisse nel 1983 e Marisela fu la prima a interpretarla su disco. Lui la incise con la sua voce per Trozos de mi alma, nel 1999. In un’intervista con Billboard, ricordò come il brano abbia raggiunto nuovi pubblici attraverso altre versioni. La canzone continuò a cambiare interprete senza perdere quella sensazione di assenza che la rese riconoscibile.

“Tu cárcel” nacque nell’epoca dei Los Bukis. Solís ha raccontato di aver iniziato a scriverla a Torreón, nel 1986, durante un periodo di stanchezza e tensione. La storia che racconta non è complicata: qualcuno se ne va cercando una vita migliore, e chi resta prova a dare parole alla ferita. Forse la sua forza viene da questo, dal dire qualcosa di doloroso senza appesantirlo. El Siglo de Torreón riporta il ricordo del compositore; El Universal ripercorre la storia del brano e la sua ispirazione.

L’origine di “La venia bendita” sembra più leggera: Solís raccontò che la melodia gli arrivò su un volo tra Città del Messico e Cancún, e che scrisse l’idea su un tovagliolo. La canzone finì per diventare uno dei suoi brani più riconosciuti come solista. L’aneddoto compare, insieme alle storie di “Tu cárcel” e “Si no te hubieras ido”, in questa intervista di Latin Times con Billboard.

A queste canzoni si aggiungono “Más que tu amigo”, “Mi eterno amor secreto”, “¿A dónde vamos a parar?” e “Dónde estará mi primavera”. Non tutte vengono dalla stessa epoca né dicono la stessa cosa; alcune portano il marchio dei Los Bukis e altre appartengono alla sua carriera individuale. Ma ognuna ha la capacità di attivare un ricordo con pochissimo: una frase, una melodia, la voce di qualcuno che la canta dall’altro lato del tavolo.

La carriera di Solís è stata riconosciuta anche dall’industria. La Latin Recording Academy lo ha nominato Persona dell’Anno 2022; il sito ufficiale dell’artista evidenzia i suoi cinque Latin Grammy. Sono parte di una carriera di oltre cinque decenni come cantante, compositore e produttore.

Cosa sappiamo della serata a Managua

La data del 20 novembre e l’Estadio Nacional Soberanía compaiono nell’agenda dell’artista e nella vendita dei biglietti. I media nicaraguensi hanno seguito la notizia dall’annuncio del tour fino alla pubblicazione dei settori. TN8 e Canal 4 hanno diffuso la data e la location; poi TN8 e La Nueva Radio YA hanno pubblicato i prezzi.

Ciò che non è ancora confermato è l’orario di inizio, chi aprirà lo spettacolo o quali canzoni faranno parte del repertorio di Managua. Mi sembra importante dirlo, perché molti brani vengono citati nella promozione e negli articoli di stampa, ma questo non trasforma un’aspettativa in una scaletta ufficiale. È ragionevole immaginare che la serata attraverserà tappe dei Los Bukis e della sua carriera solista; bisognerà aspettare l’annuncio della produzione per sapere come sarà ordinata.

I posti e il prezzo di ogni esperienza

La biglietteria di Ticketera Nicaragua mostra prezzi da US$45 a US$300, con il costo di servizio incluso. Gramilla costa US$45 (C$1,674) ed è in piedi. Zona Reef, anch’essa in piedi, costa US$55 (C$2,046); Gradería general ha lo stesso prezzo. Giardino destro e le gradinate preferenziali sinistra e destra costano US$85 (C$3,162); la biglietteria specifica che le preferenziali sono in base all’ordine di arrivo. Per chi cerca un posto a sedere, Platinum è a US$140 (C$5,208), AMEX B a US$220 (C$8,184) e AMEX A a US$300 (C$11,160). Gli equivalenti in córdobas corrispondono al tasso di cambio di C$37,20 che compariva sulla pagina quando l’ho consultata.

Non sceglierei un settore solo per il nome “Platinum” o “AMEX”. Prima guarderei la mappa ufficiale e mi chiederei come voglio vivere il concerto. Se voglio stare in piedi e vicino all’energia della gramilla, l’opzione da US$45 è il biglietto più accessibile. Se preferisco un posto a sedere, confronterei Platinum con le due sezioni AMEX e controllerei con attenzione la loro posizione. La preferenziale può essere un punto intermedio nel prezzo, anche se l’ordine di arrivo influisce su come si ottiene il posto.

Non posso definire una sezione “quella con la vista migliore” senza avere una distribuzione del palco chiara che permetta di confrontare angoli e visibilità. La vendita mostra opzioni a sinistra e a destra e permette di consultare la mappa; per un acquisto informato, conviene aprirla, rivedere le condizioni e confermare il prezzo in vigore prima di pagare. La prevendita annunciata per i clienti American Express di BAC è iniziata ad agosto; ora bisogna attenersi alla disponibilità che compare su Ticketera.

Tornare a cantare le stesse canzoni

Nel 2006, secondo la cronaca di La Prensa, Solís ringraziò il pubblico per il suo sostegno e affetto. Nel 2015, dopo un altro concerto a Managua, i media riferirono che ringraziò i nicaraguensi e parlò di cantare con l’anima e il cuore. Ora, nel suo messaggio più recente, esprime il desiderio di incontrare di nuovo i suoi fan. Non c’è bisogno di inventare una storia tra queste visite: basta guardare come si ripete il gesto di tornare, cantare e ringraziare.

Per me, lì sta il senso di questa nuova data. Non si tratta solo di ascoltare una raccolta di successi, ma di vedere come una canzone scritta decenni fa trovi un nuovo spazio quando migliaia di persone la cantano insieme. Marco Antonio Solís torna a Managua il 20 novembre. La data e i posti sono stati pubblicati; l’orario, gli ospiti e il repertorio attendono ancora conferma. Chi pensa di andare può iniziare controllando la mappa e scegliendo il biglietto che meglio si adatta al proprio budget e alla serata che vuole vivere.

La data, il luogo e i posti sono stati consultati nel calendario ufficiale dell’artista e in Ticketera Nicaragua. Le informazioni sulle visite precedenti provengono dalle cronache collegate de La Prensa e La Prensa Gráfica. Al momento della preparazione di questa recensione non erano ancora stati confermati pubblicamente l’orario, gli artisti ospiti né il repertorio di Managua. I prezzi e la disponibilità possono cambiare; conviene controllare i link prima di acquistare.

Foto di copertina: miggell1 / Wikimedia Commons. Licenza Creative Commons Attribuzione 2.0. Immagine del 2006; ritaglio di presentazione.